Negli adulti sani si manifesta spesso come un banale raffreddore, ma può diventare estremamente pericoloso per gli over 65, i soggetti fragili o chi soffre di malattie respiratorie croniche (come Asma o Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva - BPCO), portando a polmoniti gravi e insufficienza respiratoria.
Come si trasmette l’RSV
Il virus è molto resistente e si diffonde principalmente in due modi:
- per via aerea, attraverso le goccioline generate da uno starnuto o dalla tosse rilasciate da una persona infetta;
- per contatto diretto con una persona infetta dal virus o indiretto, ossia toccando superfici contaminate (maniglie, giocattoli, telecomando della TV) e portando poi le mani agli occhi, al naso o alla bocca. Il virus può sopravvivere sulle superfici dure per diverse ore.
Perché il fumo di tabacco è un alleato silenzioso dell’infezione da RSV?
La scienza ci dice chiaramente che l'esposizione al fumo di tabacco, sia attivo che passivo, altera le naturali difese immunitarie delle vie aeree e aumenta drasticamente la suscettibilità alle infezioni virali. Chi fuma presenta un rischio significativamente più alto di sviluppare forme gravi di malattia respiratoria, poiché il tabacco danneggia le ciglia che dovrebbero "ripulire" i nostri bronchi trasportando il muco e i patogeni (virus e batteri) in esso intrappolati verso l'esterno.
Secondo la letteratura scientifica, i fumatori hanno una probabilità circa due volte superiore di contrarre infezioni respiratorie severe rispetto ai non fumatori, con un impatto ancora più pesante se sono già presenti condizioni come la BPCO.
Infatti, lo stato infiammatorio cronico dei polmoni causato dal fumo di tabacco rende meno pronta ed efficiente la risposta immunitaria locale consentendo ai virus, come l’RSV, di entrare e di replicarsi indisturbati nelle prime fasi dell'infezione. Segue poi una risposta immunitaria che può diventare eccessiva portando a un restringimento dei bronchi (broncospasmo) e a una produzione eccessiva di muco denso, che è la causa principale delle difficoltà respiratorie gravi.
Oggi però abbiamo strumenti preziosi per difenderci che vanno oltre alle buone pratiche quotidiane di igiene, come lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o pulire le superfici toccate con frequenza, importanti sì, ma non sufficienti. Si tratta della prevenzione più efficace a nostra disposizione ed è rappresentata dalla vaccinazione.
Il vaccino anti-RSV, infatti, resta lo scudo più valido per ridurre il rischio di complicazioni gravi e di ospedalizzazioni per le persone fumatrici o che presentano una malattia respiratoria cronica.
Se sei una persona fumatrice o over 65 o sei affetta da una patologia respiratoria cronica, parla con il tuo medico curante e scopri le modalità per accedere alla somministrazione del vaccino anti-RSV.
Scegliere di non fumare e di proteggersi con i presidi sanitari disponibili significa dare ossigeno alla propria vita e proteggere ogni singolo respiro.
La Redazione

